Pitagora considerava gli elementi naturali, terra, acqua, aria e fuoco, come gli elementi fondamentali da cui aveva avuto origine l’Universo.
L’Aria è il respiro e il vento simboleggia il viaggio, la libertà, le possibilita’.
Il vento spinge le pale dei mulini e delle centrali eoliche ma la sua stessa forza puo’ provocare tifoni e mareggiate. E’ costruzione e distruzione, vita e morte.
Gli antichi Greci, da buoni navigatori, conoscevano bene l’importanza del vento e ne amministravano il culto. Battezzarono i venti con nomi propri ed idearono la rosa dei venti, indispensabile per percorrere i mari.
I Romani ne latinizzarono i nomi ma mentre col passare dei secoli gli appellativi mutarono ancora, l’intuizione greca di considerare come riferimento il punto cardinale da cui spira il vento, ha attraversato il tempo, fino ai giorni nostri.
Cosi’, mi sono chiesta, oggi come “sentiamo” il vento? Persi nei nostri uffici con l’aria condizionata, chiusi nei nostri appartamenti con il riscaldamento, siamo ancora sensibili ad un richiamo tanto antico? O è solo un fenomeno atmosferico di passaggio, che non cogliamo se la TV non l’associa a distruzione e morte?
Poi mi è venuta un’idea: cercare altre persone ancora attente a questi richiami della natura, per scrivere ed illustrare storie sul vento.
E’ nato cosi’ il Progetto Storie di Vento.
Ne ho parlato con gli amici del Circolo Culturale Bel-Ami, ho diffuso un annuncio su internet, nei forum, nei blog, nei network, via mail ai conoscenti.
Cercavo ragazzi che avessero la curiosità di ripercorrere la strada segnata dai greci. Partendo dalla rosa dei venti, gli interessati avrebbero dovuto leggere, documentarsi , scegliere un vento, mantenere fede alla localizzazione ed alla “caratterizzazione atmosferica”.
Poi, a partire da questi elementi di realtà, il racconto doveva sconfinare nell’immaginario, proprio come facevano i greci. Il nostro target di partenza era quello di un pubblico di ragazzi tra gli 8 e gli 11 anni, ma adesso mi rendo conto, a lavoro compiuto, che la nostra antologia è una piacevole lettura anche per gli adulti.
L’iniziativa ha avuto un buon riscontro. Come in un vero mare, grazie alla Rete, abbiamo raccolto i frutti e selezionato, a nostro parere, i lavori migliori. Anche per i disegni abbiamo usato Internet: gli illustratori li hanno scannerizzati, allegati e spediti con la posta elettronica.
Per la realizzazione dell’antologia, ha avuto un ruolo di fondamentale importanza Ludovica Colussi, amica e socia del Circolo Bel-Ami, che mi ha aiutata nella selezione dei lavori ed ha seguito con amorevole cura, il delicato compito di revisione dei racconti, sempre in stretto contatto con gli autori.
Grazie ad Internet, abbiamo potuto interagire da punti diversi d’Italia e qualcuno anche da fuori, in modo rapido e senza costi, per sviluppare un argomento dalle radici antichissime. Adesso, a lavoro compiuto, sono contenta di poter presentare l’antologia illustrata Storie di Vento.
Otto autori ed altrettanti illustratori, per raccontare la rosa dei venti, tremila anni dopo la sua nascita.
Destinato ai ragazzi e a tutti coloro che amano il vento.
